Associazione Giovanni Testori

News: RAFFAELLO, LA TENSIONE VERSO L?ARMONIA
pubblicata il 03-03-2020

In occasione della mostra di Raffaello alle Scuderie del Quirinale riproponimo l'articolo di Giovanni Testori pubblicato il 3 aprile 1983 dal Corriere della Sera in occasione dei 500 anni dalla nascita di Raffaello.

Chi, prendendo spunto dall?anniversario, volesse avvicinarsi o tentar di leggere l?arcata immensa dell?opera di Raffaello, tanto immensa da causare alla fine una sorta di spossante, complicatissima vertigine, che certo non è riducibile a pagina scritta alcuna, figuriamoci se alla pagina d?un quotidiano, sarà preso ben presto da un duplice e come dialettico stupore che diventerà subito avvertimento; avvertimento,www.kuvarsit.co
anch?esso duplice e dialettico, che lo porterà di continuo, e contemporaneamente, dalla pienezza d?un grado di grazia e di perfezione tesissime e totali, a un riconoscimento di un amalgama di concretezza esistenziali e culturali greve e impuro (se mai uno ve ne fu) oltre che di volontà riassuntive con clamante imperiosità, tanto del passato quanto del presente; amalgama che parrebbe contraddire, se non addirittura rendere impossibile, il fatto, invece non contestabile, che quell?opera siede proprio là, su quell?altissimo gradino, su quell?inarrivabile sommità, la quale più si decreta pacificata, più scatena domande e più interroga, tra passato e presente, il futuro e, per l?appunto, le reali possibilità di cui il nostro tempo dispone per farsi forma, più che di darsi, della forma, una così tragica e multicolore congerie.

Tuttavia, la lettura dell?opera raffaellesca segnalerà, altrettanto di continuo, che tale contraddizione, non solo è possibile, ma che soltanto partendo da lei è concesso a quell?opera di raggiungere e abitare tale soglia regale; dove il Rinascimento, quanto più s?afferma pieno e glorificato, tanto più scalpita, minaccioso, fuori dai suoi tempi; proprio come il cavallo nella ?Cacciata di Eliodoro? o, per attenerci a dipinti giovanili, dunque, dall?autografia più certa, il destriero delle due redazioni del ?S. Giorgio?. E scalpita verso il futuro, prendendo scorciatoie ripidissime o scorciando spazi e tempi, difficoltà e grovigli, come forse a nessuno è riuscito di supporre. [...]

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