Associazione Giovanni Testori

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Oggi al museo di Brera

In questi giorni di discussione intorno alla privatizzazione o meno della pinacoteca di Brera proponiamo un articolo di Giovanni Testori uscito sul "Corriere della Sera" nel 1978.

"A chi o a cosa assomiglia una città che tenga chiuse le sue Raccolte d’arte e i suoi Musei? Forse a una casa in cui tutte le finestre siano state murate da un cupo ordine di Madama l’Indifferenza? O forse a una faccia nella quale le palpebre siano state cucite da Monsignore l’Odio, l’odio sottile e perfido per la bellezza e gli occhi, le luci che in essa

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ci chiamano, ci supplicano e ci stregano, ne sian stato così aboliti? Una città senza Musei è una città senza pupille che ci guardino e in cui noi, uno per uno e tutti assieme, possiamo rifletterci, capirci e, nel senso più alto, crescere dal passato nel presente per tenderci così non indegnamente verso il futuro; pupille in cui possiamo cogliere come in nessun altro luogo il senso del lungo, doloroso ma anche lucente tragitto che è la storia; in cui riusciamo, insomma, a esistere radicatamente, e, dunque, compiutamente. È per queste precise

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ragioni che pensiamo da sempre come sia indispensabile che ogni borgo, ogni valle (intendendo per valle il tessuto che riunisca alcuni parsi di particolare dislocazione e cultura) abbia il suo proprio Museo o, quando già ne sia in possesso, lo mantenga vivo e lo arricchisca; che verso questi nuclei minori i Musei maggiori convoglino quanto per le loro sedi è di troppo; e che, se ancora esiste, la civile e illuminata munificenza di chi lascia alla collettività le proprie raccolte non tenda solo ai grandi centri ma si disponga a legarle là dove

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è nato, dove è cresciute, dove ha trascorso la propria vita; là dove avverte battere i sensi della propria tradizione, del proprio sangue e dei propri affetti..." scarica l'articolo completo qui.