Associazione Giovanni Testori

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Hither Yon

15 dicembre 2011 - 27 gennaio 2012 , Hither Yon, Palazzo Brivio, Via Olmetto 17 - 20123 Milano

Carlotta Testori Studio ospita la prima mostra personale in Europa del collettivo HITHER YON composto da quattro giovani artisti americani - Eric Ross Bernstein, Jeremy C. Burke, Kirk N. Finkel, Michael S. Lee - che lavorano insieme da diversi anni tra New York e Berlino, dove attualmente vivono: "La riflessione artistica di Hither Yon ruota attorno all’osservazione e all’interpretazione delle interazioni umane e delle intricate stratificazioni culturali »
e spaziali che ne derivano. I lavori presentati in mostra, Id, Ego e Super-ego costituiscono la manifestazione delle diverse componenti della psiche individuate da Freud.
Questi lavori rappresentano la prima parte di un progetto più articolato che prevede la futura elaborazione tridimensionale dei disegni stessi. In mostra vengono inoltre esposte alcune opere personali di due artisti membri del collettivo. Il lavoro di Michael Lee si articola attorno a visioni urbane che, interiorizzate, diventano punto di partenza per produrre un sistema di esperienze »
tradotte poi in disegni e installazioni di geometrie astratte in inchiostro, grafite, carboncino e acrilico su carta. In questo processo l’artista sembra riportare le connessioni di una serie di strutture in uno schema “emotivo” che si sviluppa nella sua evoluzione allo stesso tempo verso l’esterno - quasi un dettaglio architettonico che diventa punto di partenza per una successiva stratificazione - e verso l’interno - come se ogni esperienza preparasse il terreno a nuove interazioni umane. Da questo processo derivano lavori che si potrebbero »
definire architetture o mappature di mondi interiori che lasciano all’immaginazione del fruitore la possibilità di proseguirli negli spazi bianchi o nelle profondità dei neri. Infine viene proposto un progetto di Eric Ross Bernstein: Times New Roman presenta alcuni studi sulla tridimensionalità del linguaggio scritto. Ciascun lavoro rappresenta il movimento della traslazione della parola scritta dalla bidimensionalità alla tridimen- sionalità. Il linguaggio viene qui mosso e le singole lettere finalmente liberate dalla loro staticità strutturale »
diventando materia pittorica. Forse altro non è che la liberazione del significato stesso".