Associazione Giovanni Testori

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Testori, il genio scomodo

La Repubblica, 16 gennaio 2003

Testori, il genio scomodo

Rischia di saltare la mostra a lui dedicata, nessuno vuole sponsorizzarla. di Armando Besio

Scomodo e poco amato da vivo, per via del suo pensiero controcorrente e della sua “scandalosa” omosessualità, Giovanni Testori continua ad essere un segno di contraddizione anche dieci anni dopo la morte. Tant’è che la mostra dedicata al grande intellettuale milanese dal Comune per celebrare l’anniversario, prevista per il prossimo autunno a Palazzo Reale, rischia di saltare a causa della mancanza

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di sponsor. La gara bandita da Palazzo Marino per cercare un partner privato disposto a dividere i costi (ma anche gli eventuali ricavi) dell’impresa è andata deserta. Nessuno ha risposto. "Noi abbiamo pronti 250 mila euro, ma per organizzare la mostra serve almeno altrettanto" conferma l’assesore alla cultura Carrubba, che nonostante tutto si dice ottimista: "Credo che alla fine ce la faremo, spero anche con l’aiuto della Regione, ma certo la latitanza dei privati preoccupa e fa riflettere". Le riflessioni sono più d’una. La prima: in

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tempi di crisi economica, i potenziali mecenati tagliano i budget d’impresa destinati alle sponsorizzazioni culturali. Epperò, per la grande rassegna su Modigliani, che arriverà a Palazzo Reale da Parigi in primavera, il partner privato il comune lo ha trovato subito (Artificio-Skira), così come lo sponsor (la Banca Popolare di Milano). Ecco allora una seconda, forse più indovinata riflessione. Testori non è Modigliani, e non è Picasso: conosciuto e amato da una sofisticata élite intellettuale, il grande scrittore, poeta, drammaturgo è

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poco popolare presso il grande pubblico. Difficile immaginare le folle in coda per vedere una mostra su Testori, anche se quella prevista dal Comune, e curata da Flavio Arensi, promette di essere a suo modo attraente, ricca com’è (almeno sulla carta) di opere di grandi pittori. Resta il dubbio, lecito dal punto di vista esclusivamente imprenditoriale, che finanziare una mostra su Testori sia troppo rischioso. E siamo alla terza riflessione. In tempi di mostre-spettacolo, e di bilanci comunali alla cultura sempre più ridotti, il rischio è che

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l’amministrazione si limiti a co-produrre solo rari eventi di sicuro richiamo popolare, e in mancanza di questi si arrenda a un’ordinaria confusa casualità. Già il mediocre programma espositivo di questo autunno a Palazzo Reale è un cattivo indizio. Organizzare comunque la mostra su Testori, con o senza i privati, sarebbe un bel segnale di coraggio. Forza Carrubba.