Associazione Giovanni Testori

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Pietà Rondanini con Stefano Boeri

Martedi 1 aprile 2014 ore 14:45, visita guidata alla Pietà Rondanini di Michelangelo con Stefano Boeri. 

costo 10 euro.

Prenotazione obbligatoria, posti limitati con precedenza ai nostri soci 

per prenotare: info@casatestori.it, 02.36589697


Stefano Boeri, architetto milanese e ex assessore alla cultura del Comune Milano, aveva immaginato e messo a punto un progetto per esporre temporaneamente la Pietà Rondanini nel carcere di San Vittore durante l'attesa del nuovo allestimento all'interno della grande sala dell'ex Ospedale Spagnolo del Castello.

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Progetto che la giunta Pisapia, dopo il suo allontanamento, ha disgraziatamente messo da parte. 
Qui un estratto del suo articolo per huffingtonpost:  

"A Milano, al Castello Sforzesco, dietro una quinta di pietra nella sala degli Scarlioni, ospitiamo una delle opere più straordinarie di Michelangelo -eppure il mondo, e noi con esso, non lo sappiamo.

La Pietà Rondanini ha accompagnato gli ultimi anni della vita di Michelangelo. Su questa scultura in marmo il grande artista ha lavorato di continuo fino a poche ore prima della morte; in quella

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pietra ha cercato instancabilmente di generare la figurazione di un nuovo concetto, non più solo misericordioso, della Pietas.

La Madre che sostiene il Figlio, se osservata da alcuni angoli di visione sembra essere lei stessa sostenuta e quasi sospinta verso l'alto dal Cristo morto. Programmaticamente incompiuta (la scultura era inventariata come "Statua principiata per un Cristo et un'altra figura di sopra, attaccate insieme, sbozzate e non finite") e tuttavia potentissima nel far scaturire un'idea di reciprocità e di empatia entro la dimensione

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emotiva della pietà, la scultura di Michelangelo è un'opera che chiama in causa, senza mediazioni, la questione stessa della Fede.

Ospitata per due secoli nel Palazzo della famiglia Rondanini a Roma, la Pietà Rondanini è stata tuttavia una presenza per lungo tempo dimenticata, incomprensibile e perfino imbarazzante per il mondo dell'arte e della cultura; tant'è che fu acquistata per appena 130 milioni di lire nel 1952 dal Comune di Milano, grazie all'intelligenza della Sovraintendente di Brera Fernanda Wittgens, e ad un raccolta popolare di

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fondi.

La sapienza degli architetti milanesi Bbpr, che nel 1956 ne proposero la collocazione dietro ad una quinta di pietra serena che ancora oggi la nasconde al primo sguardo dei visitatori, staccandola opportunamente dalle altre opere lombarde del Museo di storia antica del Castello, fu insieme un gesto sofisticato di museografia e la scelta nobile di proteggere un'opera per certi aspetti indicibile e ambigua.

Ma oggi, oggi che abbiamo potuto metabolizzare le astrazioni delle avanguardie del '900 e dell'arte concettuale, conoscere l'incompiuto di

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Rodin e Medardo Rosso, capire la forza espressiva di Moore, oggi non possiamo permetterci di lasciare la Pietà Rondanini dietro ad una pur elegante nicchia, in un'area non accessibile alle persone disabili, nell'ultima sala di un Museo di storia lombarda(...).

(...)Abbiamo trovato una nuova e stabile collocazione entro le mura sforzesche della Pietà Rondanini: nella grande sala dell'ex Ospedale Spagnolo che si affianca dall'interno alle mura occidentali del Castello.

L'ex Ospedale, costruito alla fine del '500 per i soldati spagnoli morenti per

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la peste che imperversava a Milano nel periodo di San Carlo, è sopravvissuto miracolosamente ad ogni ristrutturazione - ed oggi conserva negli affreschi e nell'impianto - i segni della sofferenza e della fede, oltre a quelli del potere della Corona spagnola.

E' dunque un luogo coevo alla scultura di Michelangelo, dove potremo finalmente realizzare attorno all'opera un vero e proprio Museo; un luogo di esposizione, studio, documentazione, dove la Pietà potrà sprigionare per intero la sua potenza - e lo potrà fare per un grande pubblico di visitatori

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e appassionati.

Ma stiamo anche chiedendoci come avviare un percorso di reinterpretazione dell'opera incompiuta di Michelangelo. Che significa innanzitutto capire come il pensiero di un nuovo luogo per la Pietà possa e debba anche tradursi in un pensiero sul significato contemporaneo del concetto di pietà e delle sue declinazioni(...).

(...)Capire cosa sia, cosa possa essere la pietà oggi, ci può inoltre aiutare a capire dove collocare temporaneamente la Pietà di Michelangelo; in attesa che sia possibile (dopo i lavori di restauro delle due sale,

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quella degli Scarlioni e quella dell'ex Ospedale Spagnolo) una sua definitiva ubicazione.
Io credo che a Milano questo luogo ci sia; che sia la Cappella centrale nel Panocticon del carcere di San Vittore.

Crocevia quotidiano di percorsi di cura e attenzione, generosità e sofferenza, la Cappella ospiterà per qualche mese la Pietà - dando vita ad uno scambio di attenzioni. Sarà la Pietà a ricevere da questo straordinario contesto quel significato originario perso da secoli di dimenticanza e, più recentemente, di eccesso di design e arredo interpretativo.

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E sarà il carcere a ricevere finalmente, grazie alla presenza della Pietà Rondanini, l'attenzione che richiedono le condizioni drammatiche di sovraffollamento e degrado in cui vivono i detenuti.