Associazione Giovanni Testori

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Addio a Lella, amatissima sorella di Testori

Domenica 2 marzo è morta Gabriella, sorella minore di Giovanni Testori. Lella, così a tutti era familiare, è stata sempre una sostenitrice appassionata dell’Associazione, sempre intelligentemente fedele alla memoria di quel grande fratello.
Ma Lella è stata anche una donna vitale, umanamente generosa senza mai darlo a vedere. Ed è stata, moglie sempre innamorata del suo Carlo e mamma stupenda di sei figli che come lei ci hanno sempre accompagnati e sostenuti nel cammino dell’Associazione.
Non potremo mai dimenticare il suo sguardo felice

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tutte le volte che metteva piede in Casa Testori e la ritrovava di nuovo viva, piena di gente e di giovani.
S’aggirava per le stanze con quell’incredulità stupita che la rendeva sempre così gioviale, allegra, vitale. Era di poche parole ma di tanti sorrisi. E ogni sorriso era come un invito a continuare, ad andare avanti per la strada intrapresa. Soprattutto era una donna sempre giovane dentro, per cui in questa casa tornata giovane si ritrovava un po’ come in una casa sua.
A lei, a suo marito, ai suoi figli, ai suoi nipoti, dedichiamo questa

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pagina bellissima del suo grande e amatissimo fratello Giovanni.

"Quel punto, quel momento di chiarezza estrema e dolorosa sulle ragioni stesse dell’esistere coincide con il punto, col momento in cui nostra madre, proprio lei che ci ha dato la vita se ne va; o come si dice, ci lascia, muore. Sembra allora a noi che morendo ella ci dia un’altra volta, seppure in altri termini, la vita e che ce la ridia e ce la riconsegni fatta cosciente e consapevole che la morte, appunto, non è più il suo arresto crudele, non è più la sua botola muta; se

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è vero, ed è vero, che lei ha potuto affrontarla; se è vero, ed è vero, che lei ha potuto addormentarsi in quelle braccia; lei che è stata il tramite del nostro venire alla vita. La circolarità dell’essere, nostra madre ce la dispiega definitivamente proprio nell’attimo in cui muore. Morendo e tornado così a Chi l’ha creata, la nostra madre ci offre la possibilità d’entrare a nostra volta in quella saldatura; d’entrarvi non solo capendola, ma accettandola e ove ci risulti possibile, glorificandola e inneggiandola. (…) La madre

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si trova così a essere all’inizio e alla chiusura della nostra vita terrena, della nostra vita sociale, ma altresì all’inizio della nostra vita ultraterrena, della nostra vita celeste; come ci precede in questa vita, così ci precede in quella; come ci prepara questa, così ci prepara quella. La dolcezza, la tenerezza, l’amore che si assommano nel suo nome e che si realizzano nei suoi gesti discendono da quell’essere porta d’apertura verso la storia e porta d’apertura verso la metastoria"

Giovanni Testori, 13 gennaio 1979