Associazione Giovanni Testori

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Quella voce di verità

Vi segnaliamo un bellissimo articolo, Quella voce di verità di Arturo Bortoluzzi uscito nell'edizione online del giornare RMFonline:

«Scrivo brevemente su Giovanni Testori che ritorna a Varese a vent’anni dalla sua morte, sia a Villa Mirabello, con una mostra sui pugili da lui dipinti tra il 1969 e il 1971, sia al Sacro Monte, dove verrà presentato il monologo ‘Conversazione con la morte’. Ho cercato di indottrinarmi quel poco che mi servisse per non scadere nel deja vù sostenendo ritriti concetti, cercando però di non sprofondare nelle »
sabbie mobili di un dottrinismo facile ma sterile. Ho rivisto così Gianni (o zio Gianni come s’era appellato, prima del tempo, in una dedica del suo ultimo romanzo), dopo vent’anni che Anna mi aveva portato al San Raffaele, guardando su Youtube un video degli anni 70 con la sua voce apparentemente debole ma piena di verità e perciò altisonante. Mi sono, spesso, chiesto perché Testori fosse stato così disponibile con me. Ho la vana ambizione di credere che ci accomunasse un idem sentire. Una reciproca volontà di contrastare chi cerca »
la vita di diminuire. Non ho potuto così fare a meno di commuovermi guardandolo ancora una volta su You Tube, quasi fosse ancora disponibile a farmi parlare e generoso nell’ascoltarmi . A continuare un colloquio di vent’anni fa che non poteva non essere problematico. Dico problematico, perché non poteva essere altrimenti. In lui ci si accorgeva che non c’era mai pace. Ti veniva così spontaneo porgli delle domande. Quesiti ingenui e che ora, col senno di poi, porrei in maniera più complessa e diretta. In Testori vedevo un’anima in »
pena piena di curve come un dipinto della Secessione. Lo si può vedere nei suoi disegni dei fiori sempre attorcigliati; nelle felci tormentate; nei nudi mutilati. Lo si può leggere nei quadri sportivi nei quali emerge la fatica o la problematicità del vivere umano così come nel Neorealismo. È evidente negli scritti sul Corriere apparentemente complessi e introversi; lo si può osservare nei suoi drammatici tramonti dai multi colori sempre accesi. Questo modo di essere merita un approfondimento che può fornire anche una chiave di interpretazione »
per i prossimi appuntamenti varesini. Testori aveva una fede viscerale ma al contempo era pure un omosessuale conclamato. Viveva questo apparente scandalo molto problematicamente: un peccato grave che era vissuto con grande sofferenza e dal quale gli era impossibile liberarsi(...)».
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