25/11/2025
News Testoriane - Mostre
22 novembre 2025 - 28 marzo 2026

Nel gennaio del 1985, Milano e l’Italia furono colpite da una straordinaria nevicata che paralizzò la città per diversi giorni. Fu un evento eccezionale a cui Giovanni Testori dedicò un editoriale sul “Corriere della Sera” del 17 gennaio: Benedetta tu, sorella neve. Per Testori la neve non doveva essere percepita come un ostacolo fastidioso allo scorrere della vita cittadina, ma come un’occasione unica per fermarsi, riconnettersi con se stessi e con gli altri, riscoprendo il valore del vivere comune e del tempo. Quarant’anni dopo, mentre Milano torna protagonista dell’inverno grazie alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, Casa Testori presenta NEVEr alone, un progetto multidisciplinare a cura di Davide Dall’Ombra con la segreteria scientifica di Vittoria Caprotti, in cui la neve è protagonista. Attraverso l’arte, la letteratura, il cinema, la fotografia e la scienza, la neve è indagata sotto ogni aspetto: dal suo poetico candore all’urgenza dei temi legati al cambiamento climatico che esplicita.
Al piano terra di Casa Testori la mostra collettiva a cura di Giacomo Pigliapoco prende avvio da un’immagine poetica e ambigua: la neve che cade, si posa, si cristallizza e infine si scioglie. Presenza effimera, stratificazione silenziosa, la neve è un atto di copertura che, paradossalmente, rivela. Cancella i contorni consueti del mondo, sospende il tempo ordinario e costringe a un nuovo modo di guardare. Negli spazi di Casa Testori la neve si libera della sua dimensione puramente atmosferica e meteorologica per farsi presenza trasformativa.
Al primo piano è protagonista la nevicata del 1985. L’articolo che Testori dedicò a quell’evento dialoga con le diapositive inedite del fotografo Mario De Biasi che ritrasse la Milano innevata: immobilizzata e al tempo stesso accostante. Classe 1923 come Testori, nel 1985 De Biasi non era più il fotoreporter “di professione” che girava il mondo per Epoca e poteva scattare per la personale necessità e il genuino piacere di ritrarre il mondo che lo circondava: senza commissioni, senza clienti, senza stereotipi. Affermatosi come uno dei grandi nomi del neorealismo fotografico italiano, si dedicò in questi anni anche a sperimentazioni tecniche e ad alcune serie emotivamente connotate, perché dedicate a luoghi e soggetti del cuore, come certi scorci o monumenti milanesi. Con la sua macchina fotografica girò, quindi, nei giorni della grande nevicata, per strade, parchi e piazze, rendendoli protagonisti di immagini iconiche.
Lo sguardo raffinato e autoriale di De Biasi e Testori lascia, poi, spazio alle cronache di quei giorni e ai ricordi di chi li visse e li interpretò negli anni successivi. L’eccezionalità dell’evento, infatti, lo rese protagonista di reportage, servizi televisivi e temi scolastici in presa diretta, ma anche di progetti come Zero – ovvero la famosa nevicata dell’85, album che i Bluvertigo pubblicarono nel 1999, quasi 15 anni dopo l’evento.
L’attenzione di Testori per la neve, di cui l’editoriale del 1985 è la summa, viene esplosa, infine, nelle ultime due sale del percorso espositivo, curate da Alice Boltri, perché la neve attraversa poesie, articoli, lettere e testi critici dedicati agli artisti da lui amati, testimoniando il rapporto filiale tra l’autore e questo elemento capace di riunire in sé natura e poesia. Non poteva quindi mancare un affondo su Gustave Courbet, pittore tra i più amati da Testori, al centro di un crocevia tra cervi che lottano per la vita nelle nevi d’inverno e si fanno simbolo dell’amore travolgente per Alain Toubas: tra lettere e manoscritti fino ai Trionfi. Per sempre, come mostra lo straordinario monologo di Alessandro Bandini in questi mesi a teatro.
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